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- Denominazione:
Castello di Musso-meli; Castrum Manfridae; Castrum Montis Mellis
- Provincia:
Caltanissetta
- Comune:
Mussomeli
- Ubicazione:
contrada Castello
- Cartografia IGM:
267 I.S.O. Musso-meli
- Dati catastali:
Mussomeli, Fº30, parti B 307-309
- Localizzazione storica:
Val di Mazara
Cronologia
delle principali fasi storico-costruttive
- XIV (prima metà): presumibile inizio della costruzione del
castello; si realizzano ipoteticamente taluni ambienti quali le sale
a sud ovest e la cappella (Spatrisano 1972, p. 206).
- XIV (seconda metà): fondazione storica del castello; probabilmente
vengono inglobate strutture precedenti (Fazello, I, p. 482; Armò
1911, p. 9; Kronig 1989, p. 406).
- XV: ampliamento del castello, costruzione della grande sala
dei baroni e di ambienti adiacenti (Armò 1911, p. 18).
- XVIII (fine): il castello è in rovina (Amico 1855-56, II, p.
180).
- XIX: Salinas osserva come in questo castello non si notino restauri
o pretesi abbellimenti di epoche più moderne (Salinas 1883, p.
112).
- XX (1909): inizia il restauro del castello condotto dall'architetto
Armò.
- XX (fine): le Soprintendenze BB.CC.AA. di Palermo, Agrigento e Caltanissetta
eseguono interventi di restauro.
Notizie
storiche
- XIII: Mussomeli fa parte della signoria di Castronovo ed è
posseduta dalla famiglia DAuria (Armò 1911, p. 8. 1374);
Manfredi III Chiaramonte ottiene, con privilegio reale, la signoria
di Castronovo e Mussomeli (Kronig 1989, p. 406).
- XIV (fine): Andrea Chiaramonte viene decapitato ed i suoi beni, tra
i quali è il castello di Mussomeli, passano al demanio (Armò
1911, p. 9).
- 1392: con privilegio regio, Mussomeli è assegnata a Guglielmo
Raimondo Moncada. Dopo qualche anno passerà ai conti di Prades
(ibidem).
- 1407: Giaimo de Prades vende la terra ed il castello di Mussomeli
a Giovanni Castellar (Amico 1855-56, II, p. 181. 1451); re Alfonso V
concede a Giovanni di Perapertusa, nipote del Castellar, la possibilità
di riacquistare la terra ed il castello di Mussomeli, precedentemente
ritornati al demanio. Il Perapertusa non potendo assolvere lobbligo
di acquisto per la somma di 29.770 ducati, rivende terra e castello
a Federico Ventimiglia, con patto di ricompra (Armò 1911, p.
10).
- 1467: Pietro Campo, genero del Perapertusa, ottiene dal viceré
il privilegio di ricompra della baronia di Mussomeli. I Campo detengono
la proprietà fino al 1549 (ibidem).
- 1549: Cesare Lancia, signore di Trabia, acquista Mussomeli che verrà
elevata al ruolo di contea (Amico 1855- 56, 11, p. 181).
- XVI-XX: la famiglia Lanza è titolare del feudo e del castello.
- Proprietà attuale:
pubblica (Comune)
- Vincoli:
L. 1089/1939
- Uso attuale:
in corso di restauro
- Stato di consistenza:
complesso architettonico conservato nelle parti principali
- Impianto planimetrico:
pianta irregolare; schema icnografico articolato ed adattato alla situazione
topografica
Rapporti
ambientali
Una gigantesca rupe calcarea, alta circa 80 m, completamente isolata dai
rilievi circostanti, fortemente scoscesa a nord-est ed a picco a sud-ovest,
costituisce il possente basamento naturale del castello di Mussomeli,
costruito con pietra cavata dalla stessa rocca. Protetto naturalmente
su tre lati, il castello godeva di una posizione dominante sull'ampia
vallata circostante. Insolita la sua posizione nei confronti del centro
abitato dal quale dista circa 2 km; è ipotizzabile che il castello
sia stato edificato in quel sito, quasi inaccessibile, esclusivamente
con funzioni di presidio militare autonomo e non a difesa dell'insediamento
abitativo, sorto quasi contemporaneamente all'edificazione del castello
stesso.
Descrizione
Il castello, variamente articolato, è difeso sul fronte nord-est,
lunico accessibile, da una cinta muraria merlata che costeggia il
percorso daccesso.
Attraversato un primo portale ad arco acuto, ricavato nella cinta muraria,
si presenta la scuderia, ampio corpo allungato trapezoidale, coperto con
volta a botte ogivale.
Continuando attraverso il percorso in salita, si giunge alla seconda cinta
muraria nella quale si apre unulteriore porta daccesso al
castello, anchessa ogivale, con stemmi signorili in sommità
ed ai lati; allinterno è racchiuso un ampio cortile poligonale
a sette lati sul quale si affacciano gli ambienti residenziali del castello,
la cappella ed i resti del maschio. Dopo un breve vestibolo, attraverso
un portale ogivale modanato, si accede alla c.d. sala dei Baroni,
ampio vano rettangolare nel quale si aprono due bifore. Attraverso una
scala in pietra si giunge ad un vano sottostante scandito trasversalmente
da archi ogivali.
Adiacente alla sala dei Baroni, un vano di pianta triangolare
immette in una successione di ambienti, con volte a crociera costolonate,
nella quale si aprono finestre bifore; attraverso scalette interne si
accede a vani di servizio sottostanti. Gli ambienti caratterizzati dalle
volte in pietra costolonate, impostate su semipilastri angolari di forma
poligonale, ricordano schemi costruttivi tipici dellarchitettura
sveva, motivo per il quale potrebbe qui identificarsi un primo nucleo
del castello costruito da maestranze tardo-sveve.
Uscendo nel cortile interno sono visibili, a quota superiore, i resti
di una costruzione a pianta rettangolare con muri spessi 2 m ca., comunemente
definita maschio, i cui caratteri, secondo Armò, sono
quelli tipici del donjon. Lultimo corpo di fabbrica, affacciato
sulla corte interna, costituisce la cappella, caratterizzata da un elegante
portale in pietra, ogivale, analogo a quello che immette nella (sala dei
baroni. Internamente laula, a pianta rettangolare, è
conclusa da due crociere costolonate, poggianti su semipilastri poligonali,
analoghi ai precedenti, sormontati da capitelli con fogliame; profonde
feritoie si affacciano sulla vallata circostante.
Bibliografia
essenziale
- Agnello 1961
- Armò 1911
- Ebhardt 1997
- Kronig 1989
- Salinar 1883
Link
utili
Come
si raggiunge
- Da Palermo:
Percorrere la SS 189 in direzione Agrigento e uscire al bivio per Acquaviva
Platani.
- Da Agrigento:
Percorrere la SS 189 in direzione Palermo e uscire al bivio per Acquaviva
Platani.
- Da Caltanissetta:
Percorrere la SP 23. Si attraversano i paesi di San Cataldo, Serradifalco.
Alluscita di Serradifalco si può procedere per Montedoro
e Bompensiere o ridurre il tragitto seguendo lindicazione Mappa,
miniere Bosco.
- Indirizzo:
Contrada Castello.
Orari
di apertura del Castello
- Orario estivo (dal 25
aprile): il Castello è aperto tutti i giorni tranne
il lunedì. Orari di ingresso: dalle 09.00 alle 12.00 dalle 15.00
alle 18.00.
- Orario invernale:
il Castello è aperto sabato e domenica. Per gli altri giorni
è necessaria la prenotazione dalle 9.30 alle 12.00.
Tariffe
- Ingresso gratuito per i ragazzi fino a 10 anni
- Da 11 a 14 anni: € 2,00
- Da 15 a 65 anni: € 3,00
- Oltre i 65 anni: € 2,00
- Per visite guidate di gruppi rivolgersi allufficio turistico,
tel. 0934.961111
Per visite guidate di gruppi o scolaresche rivolgersi allufficio
turistico del Comune (tel. 0934.961236)o alla biglietteria del castello
(tel. 0934.992009, e-mail uff.tur-mussomeli@retecivicasikania.it).
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