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- Epoca:
XIV secolo
- Conservazione:
Ottima
- Apertura al pubblico:
Sì (in particolare sono visitabili la Strada Coperta, la Falconeria,
la I Scuderia, la II Scuderia, la III Scuderia, la Mascalcia, la Torre
del Bramante)
- Come arrivare:
Vigevano dista circa 35 km da Milano e da Pavia, ed è
raggiungibile percorrendo la Statale 494
La
storia e larchitettura
Il primo nucleo abitato della futura città di Vigevano sorse in
un luogo la cui naturale posizione difensiva ne avrebbe segnato il destino
per sempre: da borgo fortificato in età comunale, Vigevano divenne
infatti la sede di uno dei più significativi e importanti complessi
fortificati italiani.
La storia di questa complessa struttura fortificata iniziò nel
1341, quando Vigevano entrò a far parte del vasto progetto visconteo
di potenziamento e riforma delle fortificazioni della Signoria milanese.
In quellanno Luchino Visconti, che da poco era succeduto insieme
al fratello, larcivescovo Giovanni, al nipote Azzone e già
dal 1319 era stato eletto podestà del borgo, fece erigere a cavallo
delle antiche mura di età comunale e al posto del preesistente
castello una prima struttura fortificata.
Questo edificio, a pianta quadrata e detto Rocca Vecchia,
fu il primo di una serie di costruzioni che, scandendo le successioni
dei Visconti prima e degli Sforza poi, vennero a giustapporsi nel tempo,
fino a trasformare il primo nucleo del castello in un gigantesco complesso
monumentale che permea e domina tuttora lintero centro storico di
Vigevano.
Poiché la Rocca Vecchia aveva funzioni prettamente difensive, nel
1345 Luchino decise di far costruire sulla collinetta dove sorgeva il
primo nucleo abitato del paese, dunque nel luogo più sicuro della
città, un nuovo castello: una vera e propria residenza principesca
dove vi potesse alloggiare con la famiglia e il suo seguito.
Questo secondo edificio, conosciuto con il nome di Maschio, si presentava
come una struttura a pianta quadrata e torri quadrate agli angoli, così
come voleva la tradizione architettonica dei castelli viscontei di pianura.
Per collegare le due strutture, sempre Luchino fece costruire una maestosa
strada coperta sopraelevata, che con i suoi 163 metri di lunghezza e sette
di larghezza attraversava una parte intera della città.
Lavvento al potere degli Sforza impresse nuovo impulso alla città
di Vigevano, ed anche il castello conobbe una nuova fase di sviluppo (che
va dal 1473 al 1494 circa): per volontà prima di Galeazzo Maria
Sforza e poi di Ludovico Maria Sforza, detto il Moro, attorno al Maschio
vennero costruiti nuovi edifici adibiti a scuderie capaci di contenere
fino a quasi mille cavalli, mentre nella parte posteriore del maschio
fu costruita una nuova ed elegante ala residenziale - detta Loggia
delle dame - riservata alla sposa di Ludovico, Beatrice dEste.
Fu inoltre edificata la Torre a volume sovrapposti (detta impropriamente
bramantesca), ma soprattutto, concepita come atrio nobile
del castello, fu realizzata la piazza porticata, detta Ducale, un gioiello
di rara bellezza rinascimentale, ancora oggi cuore pulsante della città.
A questi lavori collaborarono architetti di fama internazionale, in particolare
Donato Bramante, del quale, grazie ai recenti lavori di restauro, è
stata portata alla luce una splendida decorazione che abbelliva le facciate
delle scuderie verso il cortile interno e che erano state scialbate.
Con la caduta di Ludovico il Moro (1499) e la successiva dominazione spagnola
prima e austriaca poi, il castello conobbe un lungo periodo di declino
e abbandono, durante il quale venne impropriamente adibito a caserma.
Tale abbandono si protrasse fino al 1967, anno in cui i militari si trasferirono
definitivamente presso altre sedi. Dal 1978 sono iniziati i lavori di
restauro che hanno parzialmente riportato il complesso al suo splendore.
Bibliografia
- R. Codello, Il castello visconteo-sforzesco
di Vigevano in Castellum n°25/26, Istituto Italiano
dei Castelli, Roma, 1986
- F. Conti, V. Hybsch, A. Vincenti, I castelli
della Lombardia, Regione Lombardia, Milano, 1990
- F. Conti, Castelli dItalia,
De Agostini, Novara, 1998
Informazioni
utili su alberghi, ristoranti, servizi
- Per info e prenotazioni visite: 3355207542 0381693098, escursioni@vigevano.org
- A.P.T. Pavia, Belgioioso (PV), tel. 038222156
Siti
consigliati
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La caccia
con il falcone
La fase viscontea del castello si concluse nel 1360
con la costruzione di un nuovo edificio, la Falconeria, dove venivano
addestrati i falchi utilizzati per la caccia. Questa era una particolare
forma di caccia agli uccelli condotta con volatili da preda addestrati
in particolare falconi che, partendo dal pugno o dallavambraccio
del padrone, dovevano ghermire al volo le prede, per poi tornare
ubbidienti al padrone. La storia di questa forma di caccia, detta
Falconeria, è legata indissolubilmente a Federico II, autore
del trattato De arte venandi cum avibus (Larte di cacciare
con gli uccelli) che resta tuttoggi unopera di grande
valore tecnico e scientifico. Federico II, inoltre, introdusse in
Europa luso del cappuccio di cuoio (appreso dagli Arabi) che
sostituì la crudele abitudine di cigliare i rapaci,
ossia di cucire loro le palpebre per poi allentare gradualmente
la cucitura proporzionalmente al livello di addestramento raggiunto
dalluccello. Velocemente i falchi divennero un segno di distinzione
sociale, una vera e propria mania medievale, tanto che
ogni rango possedeva idealmente il proprio rapace delezione:
allimperatore era riservata laquila reale, al re il
gifalco, al principe il falcone gentile (una particolare femmina
di falco pellegrino), al conte il pellegrino, al barone il pellegrino
terzuolo, al cavaliere il falco sacro, al paggio il lodaiolo, ai
piccoli proprietari terrieri lastore, ai chierici la femmina
di sparviero. A regine e principesse erano riservati gli smerigli:
falconi minuti ed eleganti, facili da portare a lungo sul pugno
senza stancarsi. Ogni castello che si rispettasse aveva la sua falconeria
e la carica di falconiere era molto prestigiosa. Un esemplare ben
addestrato poteva valere una fortuna. Si dice, per esempio, che
Galeazzo Visconti acquistò un astore per la cifra di 100
ducati doro, somma pari alla dote di una giovane nobile in
età da marito.
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Le piantine sono state disegnate dagli architetti
Antonello e Chiara Vincenti.
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La rinascimentale piazza ducale dominata
dalla torre a volumi sovrapposti del Bramante.

Particolare della piazza ducale, fatta costruire
nel 1494 da Ludovico il Moro.

La torre vista dalla corte. Gli edifici a
lato della torre sono di epoca successiva (1600-1800), mentre sulla
sinistra è possibile ammirare le due torri viscontee, aggraziate
da belle monofore in cotto.

La lunga scuderia maggiore del castello,
eretta intorno al 1492. È probabilmente bramantesca, anche se
si è parlato di un intervento di Leonardo, sulla base di un disegno
che mostra sicuramente la scuderia.
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